Ship without a Rudder's like a Ship without a Rudder's like a...
il Dio Dando
FIB + Jennifer Gentle & Franklin Delano
le dispense di informatica
The Island
smeagol@fastwebnet.it
pavement85@hotmail.com
hanno sbagliato strada *loading* persone, o forse *loading* volte la stessa persona?
sto blog chiude. si, cazzo, basta. vecchio, puzza, basta. vaffanculo. vaf-fan-cu-lo.
mi trovate qua, se volete.
Catch my disease
cerchero' di odiarmi di meno e di odiare meno la gente. voglio ascoltare tanto jazz, troppo jazz, stare seduto su una comoda poltrona ikea con la luce soffusa e sorseggiare birra calda 8.6, ascoltando jazz. quindi vi prego consigliatemi qualcosa, io vi posso raccontare la storia del gruppo più stronzo della scena underground di Minneapolis anni 80 ma in cambio qualcuno mi faccia ascoltare del buon jazz che non sia Davis o Coltrane e che sia pop. un jazz pop, sincero, onesto, alla mano, gentile, non sperimentale, pacato, d'atmosfera ma di classe, da sognarci il futuro o sfogliare le foto di vecchie vacanze europee. jazz in bianco e nero, non a colori. jazz nebbia di fumo. io non ne capisco niente ma voglio ascoltare il jazz, ora sono pronto. pop, eh.
voglio studiare di più, provare a studiare di più. 10 minuti al giorno almeno. in totale. non perdere gli appunti. leggere e memorizzare, non leggere e dimenticare. formattare il computer, voglio formattare il computer. devo farlo. devo mettere a posto questo cesso di camera, e per farlo ho bisogno del jazz. principalmente il jazz, poi la camera. devo trovare qualche hobby, tipo correre, si dovrei correre. va via la neve e corro. sicuro. almeno una volta. un passo per volta. poi uscire dal tunnel di msn. ridurre msn. basta msn. poco, di meno. un ora al giorno, massimo, totale. due va. no, una. solo per necessità. distruggetelo. msn è il male. ti rovina. basta scudetto. è da due mesi che non ci gioco. ma ogni tanto sogno ancora la formazione dell'Hearts of Midlothian stagione 2009/10. leggere di piu. tutto. correre ascoltando jazz. tornare e leggere. spegnere il computer ogni tanto, e accenderlo per leggere cose fottutamente divertenti come queste e fottutamente sincere come queste.
Have you forgotten how to love yourself?
ecco, forse ce l'ho fatta. ho raggiunto il massimo grado d'apatia. riesco a gestire una qualunque situazione senza parteciparvi emotivamente. wow che figata. si si. appurando che del calcio non me ne sbatte un cazzo, la musica suona ed è meglio lasciarla suonare senza chiedere il mio parere che poi mi dilungo, l'arte è cosa di poco conto, il cinema è da eletti segaioli mentali, l'ironia è stata sostituita dal surrogato "cinismo da quattro soldi" e/o battute insipide e deplorevoli, l'interesse verso qualsiasi tipo di attività che esuli da "mangiare-bere-cacare-studiare" è facilmente rimpiazzato da un letto e un cuscino, detto questo, trovo difficile provare "emozione" nel cercare di capire come funziona un cellulare apparso dal niente e nel guardare e riguardare le mie nuove adidas grigio-azzurro. oh certo, possiamo riciclare per sempre quello che siamo stati, e divertirci come dei matti, nel ripetere frasi, battute, sorrisi, incertezze e discorsi della minchia. ma insomma, se questo è il futuro mi rifaccio vivo tra qualche mese. durante la pausa posso ritirarmi spiritualmente in un centro sociale e leggere tre libri al giorno, ma solo letteratura sovietica e ancor meglio se bolscevica, che se vedo ancora la faccia del nano che dice "unipol" vado a vivere in Russia e mi costruisco un muro; oppure potrei fare l'abbonamento al grande fratello che sono giusto in tempo. se mi metto a leggere potrei tornare ancora più insopportabile, quindi opterei per il fenomeno mediatico-cultural-trash-televisivo. ma che cazzo sto dicendo? brutta cosa la sete di cultura quando tutt'attorno c'è gente che ha litri di cocacola nella pancia. pecco di presunzione da troppo tempo. in effetti dei giornali leggo solo la prima pagina. ma mi interesso delle vicissitudini di Harry Potter senza averne ahimè mai letto uno, ed è questa il triste punto. siamo rimasti in pochi ad interessarci di Harry Potter senza sapere che cosa accada col principe mezzosangue, mentre il mondo è pieno di principi che lo leggono per sbaglio e non si chiedono neanche perchè.
sono una vera contraddizione. io.
untitled #12
io non so, non so veramente. non so che cazzo succede a vent'anni, quando gli altri pensano che tu sia ormai un uomo e invece sei ancora uno stupido bambino in preda a crisi adolescenziali.
non so perchè l'opzione "letargo" attira così tanto. forse perchè è così difficile, tutto, e dormire è un'onesta scappatoia. poi accendi la tv e senti solo cazzate. e ti guardi in giro, e quando sei triste il mondo è felice, quando sei felice il mondo è triste. vorresti essere sempre felice, ma non ci riesci. e quando riesci ad esserlo, felice, non sai neanche perchè, e dura un minuto, non perchè il mondo è triste, semplicemente perchè scopri di non sapere perchè sei felice. mangi poco e le giornate passano veloci, ma se guardi l'orologio è tutto fermo, e la lancetta dei secondi fa tic tac tic tac tic tac e tu fai tic tac tic tac con lei, senza risolvere niente. e vuoi dormire di giorno e non riesci ad addormentarti la notte, vuoi vedere solo film allegri e stupidi senza persone che fanno l'amore e vuoi andare in giro con non so chi a divertirti e a vivere e invece stai chiuso in casa a poltrire anzichè adempiere ai tuoi doveri. è sempre la stessa cazzo di storia. e poi arriva la sera e diventi una merda, e tutto il mondo ti sembra un'enorme cazzata, ti senti saggio, saggissimo, un saggio coglione che sa la teoria ma è stato bocciato alla pratica, e quello che ti sta attorno ti sembra stantio, vecchio, fermo, immobile, superficiale, inutile, illuminato da un fetido neon installato negli anni '80, ricco di retorica e di frasi fatte, un passo indietro anzichè uno avanti. e allora spari cazzate tutto il giorno, parli da solo interpetando più personaggi per farti compagnia, rispondi "come va?" bene!" per farla corta, perchè tanto nessuno ha voglia di ascoltare. e fai dei sogni di merda, veramente di merda, e ti svegli sudato e non ti ricordi un cazzo di niente, perdio. e non studi per apatia, non leggi per apatia, non guardi neanche più di che colore è il cielo la mattina dopo colazione. e ogni tanto ti vengono in mente delle cose intelligenti da fare o da dire, e poi finisci che ti ritrovi davanti al computer a scaricare l'ennesimo disco di qualche stronzo americano che condividi con pochi altri esemplari sfigati di questo pianeta, e che sempre per apatia non hai voglia di ascoltare. e se trovi qualcosa da fare sei fortunato. camminare per esempio, prendere il pullman e guardare chi c'è dentro, vecchi, bambini, bambini invecchiati. ma quando esci di casa dopo due giorni di reclusione, là fuori c'è puzza di gas, di macchine, di scimmie urlatrici cammuffate da umani che camminano a zig zag rompendoti i coglioni, di gente in divisa che obbedisce agli ordini come un computer e pesta altra gente che come me è piena di virus nel computer. di macchine fotografiche che si infrangono per terra perchè documentare lo schifo non è cosa buona. lo schifo.
bere acqua. non c'è cosa migliore che bere acqua. fredda del frigo, dal rubinetto, frizzante, naturale, l'acqua che vi pare. bere e pisciare, bere e pisciare. bere tanto, tantissimo. glu glu glu, freschezza, sali minerali, tante cose belle. non si pensa quando si beve. ancora meno quando si ha sete.
bere acqua.
è triste pensare che una delle cose più belle della vita sia bere acqua.
Eventi
1) non so perchè ma ultimamente tutto quello che mi piace proviene dal Canada. come i New Pornographers, come David Cronenberg.
ho rivisto EXistenZ questa sera. film furbetto, certo. non il migliore di Cronenberg, ma geniale, se pensiamo che è uscito prima di Matrix. ho visto La Zona Morta, Il Pasto nudo, Inseparabili, Videodrome, Spider. tutti spendidi, perfetti nella loro follia morbosa, affascinanti e sconvolgenti. me ne mancano parecchi, considerando che il pazzo in questione ha iniziato nel '69 ed è appena uscito il suo ultimo film, prodotto e girato: A History of Violence (click), con il mio piccolo mito Ed Harris compreso nel cast.
visto che il mondo intero si diletta a buttare merda sul DAMS come se fosse l'ultima delle facoltà della terra, e allo stesso tempo disconosce la filmografia di un genio come Cronenberg, invito le persone viventi in Torino a prendere un po' più sul serio il cinema, dimenticare i film natalizi di Aldo Giovanni e Giacomo e non perdersi la retrospettiva dedicata al regista canadese con l'intera filmografia, che partirà il 6 dicembre e si concluderà il 23. spettacoli al cinema Massimo, sotto la Mole; alcuni (pochi) gratuiti. (click per il programma)
2) Hiroshima dixit:
Quando Seattle e il mondo erano divisi dal grunge, Jon Auer e Ken Stringfellow si costruivano una corazza power pop di resistenza notevole e inscalfibile. Dopo viaggi nel tempo e nello spazio che li hanno portati in svariate parti (dai REM in cui milita Ken al progetto Big Star), sono tornati a fare i conti direttamente con il pubblico.
ovvero: The POSIES dal vivo, idoli idiscussi, evento imperdibile impreziosito dall'apertura degli amici Squirrel che probabilmente moriranno sul palco in data 14 dicembre. non mancate, cazzo, è un consiglio ma anche un ordine. 10 euro, HMA mon Amour (click)
3) due datuzze live per i Green Woodpecker:
11 dicembre - Maison Musique di Rivoli. apriremo popò di star che potreste non vedere mai più dal vivo nella vostra vita (ma quanti anni hanno gli Statuto??), per questa causa. l'indirizzo esatto lo trovate nella pagina principale del link.
22 dicembre - Morgan Pub. suoneremo sicuramente di più rispetto all'11, non necessariamente meglio. c.so Trapani 190 (click)
I just wanna 23 pop songs in my life...
bisogna mettere la musica giusta prima di tornare a scrivere.
bisogna anche erudire la band affinchè il gava smetta di ascoltare i litfiba e zip e cozza abbandonino lo ska.
1) Lemonheads - Bit Part
il dio Dando, le sue canzoni da due minuti tutte uguali. lui e la mogliettina Juliana Hatfield, le voci più dolci dell'America e una tenera chitarra da due accordi.
2) Posies - Solar Sister
frosting on the beater, beaving on the frosties, 15 minutes later. uhuhuhuhuh...il power pop più bastardo, chitarroso e coroso del mondo. assoli storti che dal vivo non vengono quasi mai. chisseneimporta.
3) Yo La Tengo - Tom Courtenay
Julie Christie, the rumour are true. una melodia che non scacci via, chitarre urlanti e papappaparararaaaaa che non vuole finire.
4) Pavement - Shady Lane
il pop storto di Malkmus. poche note iniziali, le prime cose imparate alla chitarra, dopo come as you are. una canzone che muore dopo un minuto e ricomincia per la felicità delle nostre orecchie.
5) Pixies - Debaser
da cinefili. le grida del ciccione e i cori della Kim Deal, una delle migliori prime canzoni di uno dei migliori dischi degli anni 90.
6) Flaming Lips - Turn it On
un uomo dai capelli rosa che non sa cantare, cori froci e chitarre finali psichedeliche. da cantare a squarciagola sul pullman. non so perchè.
7) Eels - Mr. E's Beautiful Blues
God damn right it's a beautiful day. ah ah. si si.
8) Guided By Voices - Game of Pricks
ri-registrata in onore di un best of di 3000 canzoni, alzato il volume delle chitarre. ma l'attitudine è sempre quella dello stronzo cazzone Pollard.
9) The House of Love - I Don't Know Why I Love You
perchè nell'Inghilterra dei primi anni 90 c'era roba buona. e perchè l'amore è dislessico, e non ne sappiamo proprio un cazzo.
10) Sugar - If I Can't Change Your Mind
il Bob Mould dopo i mitici Huskers, da scoprire e innamorarsene.
11) dEUS - Suds & Soda
mai violino fu piò azzeccato. fottuta canzone assassina. le perdoniamo anche la durata eccessiva. friday, friday, friday...
12) New Pornographers - The Slow Descent into Alcoholism
impossibile non amare Neko Case e gli alcolizzati di Vancouver.
13) The Shins - Girl on the Wing
tastierine e chitarre stoppate. difficile scegliere una canzone degli Shins. una a caso e siamo tutti più contenti
14) Ben Lee - How Can That Be
l'enfant prodige che a 17 anni scrive canzonacce con la chitarrina acustica senza batteria. più sono stupide e più son belle.
15) Elf Power - Never Believe
come dice Ham, la power pop song perfetta, da invidiare.
16) Supergrass - She's So Loose
passione personale. canzone divorata in macchina, cassettina mandata indietro troppe volte per riascoltarla.
17) Brendan Benson - I'm easy
un uomo solo ma felice. something's wrong? oh nooooooooooooooooooooo...
18) The Decemberists - July, July!
uffa. li voglio vedere dal vivo.
19) Astrid - Untitled 2
non so chi siano, non so cosa dica la canzone. poca importa.
20) Death Cab For Cutie - The Sound of Settling
il papappà più invadente mai sentito. da canticciare sul marciapiede col freddo stronzo e gli auricolari nelle orecchie andando a scuola alle 8 meno 20 del mattino.
21) The Stars - Ageless Beauty
una delle canzoni dell'anno. iperprodotta, cazzo cene?
22) Okkervi River - Black
un'altra canzone dell'anno. bello sapere che non c'è solo la Black dei Pearl Jam.
23) Pholyphonic Spree - Two Thousand Places
il paradiso deve avere una colonna sonora simile.
o fedele lettore che ti domandi come avere la compilation "23 pop songs in my life", la risposta è semplice: armati di cd da 80 minuti, prenditi una domenica pomeriggio inutilmente noiosa e scarica abusivamente queste simpatiche canzoncine da 2 minuti. non te ne pentirai.
I need direction
sulle note dei Lucksmiths, questo blog decide di prendersi una pausa. potrei scrivere fiumi di cazzate, piangermi addosso, esaltarmi per qualche disco o qualche concerto, come quello di ieri sera. ma non ho voglia di farlo, e neanche troppo tempo. a presto, forse.
takk.
Lui mi fa: "apro un blog!" e io gli faccio: "bravo!"
in questi giorni di "lezione / studio / teatro / sala prove / championship manager 2005 (alla guida dell'Inverness nella premier division scozzese)" ho poco tempo per pensare, figuriamoci per scrivere qualcosa di sensato.
quindi, o fedelerrimi lettori, ecco a voi l'evento mediatico del momento, che vi risolleverà il morale: McGava, nonchè bassista dei Green Woodpecker, nonchè un uomo un perchè, apre un blog.
vi avviso in tempo, sappiatelo, perchè questa larva spaventosa diventerà presto, e involontariamente, una blog star.
Dante Hicks
oggi sono andato al Continente. che in realtà da qualche anno si chiama Carrefour, ma io amo continuare a chiamarlo Continente. è lo stesso motivo per cui continuo a ragionare in lire anzichè in euro. infermità mentale.
comunque, mi reco con smisurata gioia al Continente, a fare la spesa con la mutter. perchè ogni tanto bisogna essere gentili con le mamme.
ta-da-da, reparto frutta e verdura, birra e vino, pane, carne e pesce, e poi in cassa. coda. dev'essere un lavoro di merda fare la cassiera. che poi, non so se c'avete mai pensato: non esiste più il cassiere. il cassiere uomo. chissà perchè. sono solo e sempre donne. a volte giovani disoccupate, a volte vecchie ritardate. Continente pieno, mille casse, troppa gente. mi fisso a guardare un vecchietto in coda dietro di me. vecchio vecchio, eh, siamo sugli ottanta. furbo, penso, nonostante la faccia da merluzzo rincoglionito: ha già messo tutta la roba dentro le sue borse, così non deve pagare quei due spiccioli in più per comprare un sacchetto firmato "Continente", anzi no "Carrefour". sbuffa, la cassiera è della categoria "vecchia ritardata" (e figuriamoci se non me la becco io) e la coda non va avanti. allora il vecchio si sposta, si mette in fila nella cassa a fianco. che buffo, penso, hai fatto mezza coda qui e ora ti sposti? lo perdo di vista, mi rigiro dopo qualche secondo, e lui s'è già spostato all'altra cassa ancora. ma allora non sei furbo manco per un cazzo. poi succede che torna verso la nostra cassa. ma si ferma a quella prima, cassa chiusa. è lì, in mezzo, nel fiume. a sinistra cassiere e gente in coda, a destra gente in coda e cassiere. e lui, con la sua faccia da merluzzo ex-furbo attraversa il fiume. lentamente, si guarda attorno, passa la cassa vuota, con la spesa in mano, e se ne esce "tranzuso tranzuso" dalle porte scorrevoli. in quel mare di gente, l'ho visto solo io. e il vecchio è salvo.
gente strana.
poi capita che stasera, per caso, mi riguardo per la terza o quarta volta "Clerks". tutto ha un senso, si vede che oggi era la giornata dei commessi. e anche lì, nel film, ce n'è di gente strana. ma non è la gente strana e ridicola che rende bello questo film indipendente e sfigatissimo. non è la colonna sonora tra Alice in Chains e Soul Asylum, e non sono neanche tutti i dialoghi ironici e divertenti sui pompini e Guerre Stellari. è la fine che vale la pellicola, la fine di questo film in b/n e anche, lo ammetto, piuttosto lento. è quel dialogo dopo l'azzuffata nel supermercato, quando l'uomo più coglione del film vomita le frasi più sagge del film.
e tu te ne stai lì seduto a guardare e pensi: ma guarda st'idiota quanto cazzo c'ha ragione.
torni a casa, con la maglietta sporca di vomito di quelle frasi. e ci pensi, sul fatto che abbia ragione. ma tanto poi sai benissimo che la laverai, la maglietta.
Bisognerebbe scrivere sempre e solo di getto. senza pensarci due volte. come quelle lettere d'amore disperato che nessuno ha mai scritto ma che tutti abbiamo perfettamente in testa.
Vorrei guidare tutta la notte, andare lotano non so dove, forse verso la montagna, nella ka grigio metallizzata, ascoltando solo i Beatles. è incredibile riscoprire i Beatles dopo tutti questi anni. così come è tristemente incredibile che la mia vita possa dipendere da qualche fottuto risultato universitario. con un 27 tutto sembra girare meglio. quando esco da Palazzo Nuovo con la testa bassa, tutto mi crolla addosso. non è questo che volevo, ma è così. forse perchè c'è poco altro da dire, perchè alla domanda "sei felice?" risponderei tranquillamente "credo di no". e allora rimane qualche canzone, qualche amico e dei numeri su un libretto blu. e bisogna cercare di riempire il tempo, fare tante cose, più cose possibili, uscire la sera anche quando non si ha voglia, pur di non restare chiusi in casa a pensare a quanto è triste pensare. soli.
Sarà che non c'è il mare a Torino, come direbbe Lucio. sarà che sono una testa di cazzo, spesso me lo ripeto. sarà che questo mondo non è fatto per me, o forse solo questa città, questo paese, questa vita.
A scrivere il cazzo che voglio senza pensarci e senza stabilire quale sarà la parola successiva ci riesco benissimo.
ma bisognrebbe anche "fare" senza pensarci due volte.

amenità assortite
anyone can play guitar
coffee and cigarettes
incenso alla vaniglia
kino
the soundtrack of my life