Forget Tomorrow

Ship without a Rudder's like a Ship without a Rudder's like a...


sto ascoltando:

il Dio Dando

ho salterellato davanti a:

FIB + Jennifer Gentle & Franklin Delano

sto leggendo:

le dispense di informatica

ho speso 4,5 euri per:

The Island

c'hai probbblemi? minchia vieni qui a dirlo!

smeagol@fastwebnet.it

msn

pavement85@hotmail.com

hanno sbagliato strada *loading* persone, o forse *loading* volte la stessa persona?

 
lunedì, 29 novembre 2004

la febbre è veramente odiosa.
a volte non ne puoi più della scuola e speri di ammalarti per un paio di giorni, per stare a casa al calduccio a non fare un cazzo.
poi ti ammali veramente, tosse e raffreddore inclusi, e dopo due ore non ne puoi già più.
quando hai dormito troppo e non sei più stanco, ti sei rincoglionito un paio d'ore davanti alla tv, hai resistito una mezzoretta al computer, ecco, non sai più cosa fare. ti giri e ti rigiri nel letto, conti i fazzoletti usati, bevi tanta acqua che fa bene, fai finta di studiare qualcosina, di nuovo un po' di tele. un momento c'hai caldo, tre minuti dopo muori di freddo. coperta sì, coperta no.
ieri mi sentivo così, proprio come oggi.
ma ieri, alle 21.00, ho fatto finta di guarire, salutato con sguardo ingannevole i vecchi, e sono uscito.
brum brum.
meta: il supermercato.
che è un posto carino assai, manca solo la birra scura alla spina.
ci sono gli Apostle of Hustle e i Broken Social Scene, che praticamente sono i due remi della stessa barca. i primi più lounge, i secondi, come direbbe
lui, semplicemente paurosi. ci sono tutti i pezzi migliori di You Forgot it in People, da almost crimes a cause = time. ci sono nove canadesi dalla faccia simpatica che si improvvisano chitarristi o cantanti a seconda della canzone. cinque chitarre, tre cantanti, poi lei che mi fa anthems for a seventeen year-old girl, così dolce. c'è anche un tizio, più dietro, che suona la chitarra e fa una canzone sua. che ti chiedi quasi che cazzo c'entra questo pezzo rock classico in quel contesto indie sperimentale. torni a casa e scopri che quel tipo lì si chiama Jason Collett, è amico dei BSS e dà una mano nei concerti. scopri anche di aver scaricato un suo album, Motor Motel Love Songs, del 2003, una robina interessante.
il tutto termina con una quick song, a detta del lead singer, di soli 15 minuti o poco meno. tanto bella quanto inattesa.
è gente che sembra vivere in un mondo felice, me li immagino suonare ogni giorno, i Broken Social Scene. nove elementi, uno più geniale dell'altro, che cazzeggiano soridenti con i loro strumenti. gente in grado di fare musica senza paragoni.
e poi.
brum brum.
meta: home, sweet home.
sono di nuovo malato.

l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 11:49 | link | commenti (5)
the soundtrack of my life

martedì, 23 novembre 2004

dialogo tra l'uomo felice quando piove e l'amico Bo


Bo: l'altra sera hai visto gli mtv qualcosa awards?
happy:
no...
Bo:
hanno vinto tre premi gli Outkast. migliore canzone, miglior gruppo e miglior video...
happy:
bah, il video mi faceva cagare, insignificante...
Bo:
ah, cmq sai che il tipo degli Outkast, andrè 3000, adesso deve girare il film su quello là, come si chiama...
happy:
boh?
Bo:
ma si, quel nero che suona la chitarra, quello bravo!
happy:
nero che suona la chitarra...cazzo è, un film su Chuck Berry?
Bo:
ma no, ma poi chi è sto Chuck Berry? no, è quello là, quello più bravo di tutti, che forse è morto, non so.
happy:
Jimi Hendrix?
Bo:
bravo, lui!
happy: .....(gasp)


gli amici.
io non è che vorrei che i miei amici sapessero nome e cognome dei componenti dei Replacements (Paul Westerberg alla voce, i fratelli Bob e Tommy Stinson rispettivamente chitarra e basso, e il batterista Chris Mars) o l'anno d'uscita di New Day Rising degli Hüsker Dü (1985, when I was born).
queste sono cazzate, cose che so io e forse è giusto che sappia solo io.
pero' mi piacerebbe che sapessero che i Field Mice fan canzoni d'amore ben più belle dei Tiromancino, che i Muse sono solo uno dei tanti gruppi cloni dei Radiohead, che Nick Cave è ben più dark dei Cure, che in irlanda non ci sono solo Cranberries e U2, che pop non è solo Tiziano Ferro ma anche Belle & Sebastian e Shins, che esistono generi come lo-fi, emo, twee pop o shoegazer (non solo punk-rock-metal). che senza gli Stone Roses non ci sarebbero stati gli oasis, che musica cattiva non la fanno solo i Metallica ma anche i Nine Inch Nails, che i Darkness tra un paio d'anni saranno spariti mentre i Led Zeppelin resteranno per sempre, che i Sonic Youth hanno aperto la strada al post-rock mentre post-Vasco non ci sarà un bel niente. che di musica rap/hip-hop americana buona ce n'è tanta, ma non è quella che si vede su mtv. che c'è tanta di quella musica indie, di ogni genere, che secondo me è superiore a tanta merda spacciata a tavolino dalle majors. che musica è anche uno che suona la chitarra nella metro di londra e nessuno caga.
c'è un gruppo svedese in circolazione da un po' di anni che s'è scelto un nome geniale, secondo me: "the Soundtrack of our lives"
già, perchè la musica è la colonna sonora della nostra vita. qualsiasi cosa si faccia la musica c'è. che sia nell'aria o dentro di te, c'è sempre.
e il bello è che ognuno ha una colonna sonora diversa, c'è chi ce l'ha più blues, chi ce l'ha un po' jazzata, chi, come me, più rockettara, ma non troppo.
io non voglio che i miei amici abbiano una colonna sonora della propria vita uguale alla mia, anzi. quello che vorrei è che avessero la possibilità di scegliersene una che calzi a pennello, che non sia una soundtrack di seconda mano. che non sia omologata.
vorrei che la colonna sonora della propria vita uno se la cercasse, dappertutto, e la rinnovasse sempre. che la cercasse nelle persone vicine e in quelle lontane, nelle copertine dei dischi che più gli piacciono, nei giornali che legge e nei negozi che trova in giro per il mondo.
vorrei che tutti la musica l'amassero, e ascoltassero qualsiasi cosa che gli capiti tra le mani, senza troppi pregiudizi e con la voglia di innamorarsi ancora.

l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 19:57 | link | commenti (21)
the soundtrack of my life

lunedì, 22 novembre 2004

(saturday was) The TorinoFilmFestival day

ore 10.40: Illumination.
Ildut, il mare, l'amore, la musica e la Bretagna. (8/10)

ore 14.00: Jiang Hu / Left Hand.
Hong Kong di notte, il mancino, un coltello, una storia d'amore, morte e pallottole. (7,5/10)

ore 16.30: Copacabana Mon Amour.
corto brasiliano delirante...(2/10)

ore 18.30: The Blues Brothers.
"io li odio i nazisti dell'Illinois"


ore 21.00: stop, otto ore al cinema sono sufficienti. giusto in tempo per farsi recuperare col cucchiaino da quest'ominide, evitare di farsi tamponare da un furgone folle in corso lecce, raggiungere via bossoli e vedere loro, che non saranno bravi quanto i Decemberists ma sono stati all'altezza della serata.
e poi magari ballare ancora un'oretta.
l'intera giornata condita con una piadina pomodoro e mozzarella, un paio di caffè, una roba tutta viola e calda al ginseng e un'aspirina.
ore 02.00: rientro a casa. ed era forse ora...

l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 17:26 | link | commenti (5)
kino

giovedì, 18 novembre 2004

Landis a Torino.
io ovviamente me lo sono perso, quell'omaccione alto, barbuto e ironico. mi sono anche perso la proiezione di Animal House che avrei visto volentieri in lingua originale. sabato andrò a vedere il suo capolavoro, neanche lo cito il titolo che ormai è banale.
Tra i tanti film di Landis ce n'è uno che secondo me è geniale. An american werewolf in London (per le merdacce: un lupo mannaro americano a londra) può sembrare un film horror. ma anche una commedia. non di certo un film horror comico. perchè quando c'è da aver paura si ha paura: io se nella metropolitana di Londra ci trovassi un lupo mannaro grosso e peloso me la farei sotto, giuro.
pero' poi c'è quella scena, stupenda: è mattina, e il lupo mannaro si sveglia. bello riposato, s'è fatto pure lo spuntino di mezzanotte. non è più lupo, è lui, David Naughton uomo. ma dov'è? in una gabbia di smunti compagni lupi, allo zoo di Londra. completamente nudo. chi non ha mai sognato di svegliarsi tutto nudo in una gabbia di lupi? E a quel punto che fai, se non correre nascondendoti tra un albero e l'altro per poi fottere un cappottone a una bella madamina inglese?
ma il film è geniale anche per altro: una colonna sonora a tema: la luna. se poi nella scena in cui il protagonista inizia a impelosirsi un pochetto Landis ci piazza Bad Moon Rising dei Creedence, beh, figata.
aggiungendo zombi che spuntano fuori nei cinema porno, trucco e effetti speciali di un certo Rick Baker che per essere 1981 costui era davvero avanti, un mega-incidente a Piccadilly Circus, e questa verde campagna inglese...

da vedere.

l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 21:56 | link | commenti (6)
kino

lunedì, 15 novembre 2004

Oggi un folletto sorridente mi ha regalato un pezzo di universo. ha detto che è una fiaba...

 

l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 17:34 | link | commenti (11)
incenso alla vaniglia

domenica, 14 novembre 2004

ci sono album di cui dimentico spesso l'esistenza. sono album difficili, si nascondono, non vogliono essere consumati. e oggi trovo questo, con la sua copertina arancione e anche un po' bruttina,  infilato tra battiato e perturbazione. non lo ascoltavo da almeno sei mesi, protetto dalla polvere. sarà perchè non ti viene da canticchiare sotto la doccia pet life saver, e quando sei sul pullman preferisci ascoltare qualcosa di più canonico. e finisce che ti dimentichi di lui, per tutto questo tempo.
poi arriva l'inverno.
ti ritrovi a fare di quelle classifiche mentali alla nick hornby e ti rendi conto che quel gruppo lo infileresti tranquillamente nella top 5 dei migliori concerti visti.
capisci che quell'album arancione è quanto di meglio si possa avere in un'italia popolata da laure pausini e eros ramazzotti vari.
ricordi di aver ascoltato la traccia numero 4 almeno un centinaio di volte, senza nausea. e anche la 8. così come la 5.
ti domandi come certe canzoni possano essere così incisive senza un testo e una voce.
loro riescono a comunicare anche senza, e come lo fanno.
io lo so, è colpa di tutti questi archi e fiati, di queste chitarre che s'intrecciano, di questa batteria che sembra scandire il tempo.
però questo loro album arancione ti prende, ti entra dentro e ci rimane.
chiudi gli occhi e stai fluttuando da solo in un oceano verde. poi quel ritmo cambia, riemergi. il cielo è giallo. vedi un iceberg e cerchi di raggiungerlo. trompsØ is ok. ma un attimo dopo qualcosa ti tira da dietro, e ti trascina lontano, lontano. l'oceano diventa blu, il cielo è nero, non respiri più, non ce la fai a galleggiare. e non riesci più ad aprire gli occhi. eppure non hai paura.

l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 17:44 | link | commenti (8)
the soundtrack of my life

giovedì, 11 novembre 2004

post cromatico: Mr. Bin

Happy when it rains ama molto le foto. ama farle, anche quando piove. ama guardarle, osservarle, criticarle, bianco e nerizzarle, sconvolgerle e poi anche stamparle.

Mr. Bin è un grande amico di happy when it rains. lo vedete qui di fianco, nella colonna destra, l'amico Mr. Bin.

L'ho conosciuto nella fredda Liverpool, un paio d'estati fa. Mr Bin stava in una viuzza, tutto solo, davanti alla casa del dottore. tutto viola, o lillà, come preferite. tutto viola in una strada completamente grigia. facemmo subito amicizia, forse perchè anche io ero come lui, viola in un mondo grigio. Si parlò del più e del meno, della pioggia inglese, di hot dogs e dei beatles. gli feci anche una foto, prima di andare. lo salutai e gli augurai il meglio.
Chissà se è ancora lì l'amico Bin. se sta bene, se è ancora viola, chissà. di certo quella strada sarà ancora grigia, così come il mondo.
Penso che, quando un giorno mi stuferò del grigio mondo, e me ne andrò, chessò, sulla luna, Mr Bin sarà lì ad aspettarmi. e mi dirà: hai visto, ce l'abbiamo fatta.

io ho ritrovato il mio plettro rosa, finalmente. che se ne avessi perso uno grigio sarei stato solo contento.
intanto quest'uomo
si preoccupa di far sapere al mondo da che parte stavano i puffi. mah. per me erano solo puffi, blu.

l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 21:44 | link | commenti (8)
coffee and cigarettes

lunedì, 08 novembre 2004

cerco il mio plettro rosa dei delays, e non lo trovo.
surfato su internet per delle mezz'ore, ma dei testi dei field mice nemmeno l'ombra.
vagato una settimana alla ricerca di un libro di andrea g. pinketts, "il conto dell'ultima cena". figurarsi che qualcuno non sa neanche come si scrive, pinketts. cmq, niente libro.
neanche il tabulato completo di coma girl.
mi sono comprato 6 biro bic all'inizio dell'uni. qualcuno le ha viste?

una persona normale perderebbe la pazienza. io devo averla già persa in passato. e poi cosa c'è di più bello di una sudata ricerca? prendere tempo, mettere a soqquadro (si scrive così?) l'intera casa per un plettro, girare 79 librerie per un libro, fondere il pc per due accordi punk. ed ecco che sbuca fuori il glorioso plettro rosa. più luccicante di prima.
e se poi così non fosse, poco male.

vorrà dire che tornerò a un concerto dei delays e mi farò regalare l'ennesimo plettro dal bassista, possibilmente rosa.
mi tradurrò i testi dei field mice a botte di pause e rewind.
il conto dell'ultima cena lo pagherò un'altra volta.
joe strummer, pace all'anima sua, me lo imparo così, a orecchio. tanto sono bravo (eh!?)

però cazzo, le biro, vi prego, ridatemele, non ho voglia di tornare in cartoleria.


l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 16:10 | link | commenti (12)
amenità assortite

sabato, 06 novembre 2004

succede che torno a casa.
succede che sono ubriaco - quasi fradicio.
ho fatto tutti gli scalini fino al secondo piano, niente ascensore che fa troppo noise. li ho contati, ma non ricordo se sono 62 o 1874.
succede che mi sto pisciando addosso.
ringrazio colui che ha ideato il mio cesso: egli ha posizionato il rubinetto 20 cm dietro la tazza, cosa che mi permette di appoggiarmi comodamente su di esso mentre espleto liquido color thè.
succede anche che ho una sete del cazzo e per rimanere in tema mi bevo un po' di te che trovo nel frigo.
poi succede che poso le chiavi, mi tolgo la giacca con inesorabile lentezza e scopro di avere in tasca un pacchetto di sigarette.
succede che lo apro, e ce n'è solo più una.
succede che a sto punto me la fumo, sta sigaretta.
mi siedo su quella seggiola che si muove, quella bianca a dondolo. e mi fumo la mia chesterfield. e penso che un paio d'ore prima mia c'era seduta mia madre, a fumare le sue ms e a guardare qualche fiction cazzuta sulla rai.
che fiction del cazzo, penso.
succede che, non so dove, trovo la forza di alzarmi, riesco a togliermi le scarpe e a infilarmi le ciabatte.
succede che la testa un po' mi gira.
salgo altre scale, e maledico i miei gentitori che hanno comprato una casa su due piani.
succede che poi ci penso bene, e mi convinco che avere la casa su due piani sia una figata.
chiudo la porta, e mi pare di sentire un orso bruno e anche incazzato emettere strani suoni.
succede che quell'orso dev'essere mia madre, e per fortuna dorme.
cambio cesso e faccio un altro po' d'acqua, portandomi avanti col lavoro.
succede che con straordinaria lentezza chiudo la porta di camera mia senza fare alcun rumore.
c'è ancora puzza di incenso alla vaniglia che ho messo su ascoltando i broken social scene.
succede che ci metto venti minuti a togliermi i vestiti e a mettermi il pigiama.
succede che mentre faccio tutto ciò barcollo una trentina di volte e penso ad erlend oye che mi sussurra nell'orecchio "I'd rather dance with you".
finalmente riesco a depositare il mio inutile corpo sotto le coperte.
succede che chiudo gli occhi, e oltre a vedere treni supersonici diretti verso l'oceano, sento un rumore familiare.
quel cazzo di computer è ancora acceso.
succede che scrivo anche sta minchiata.
succede che sto iniziando ad odiare la parola succede. e ho sonno. e mi sa che ho scritto troppe cazzate.

































l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 00:13 | link | commenti (6)

mercoledì, 03 novembre 2004

mi fa incazzare.
perchè a me l'america piace. ci sarei nato volentieri, magari negli anni 50. i tre quarti della musica che amo proviene dagli stati uniti, adoro il cinema americano e leggo hemingway e carver. il mio sogno sarebbe quello di raccimolare un po' di pecunia, trovare un paio di amici diposti, pochi ma buoni, e girarmi gli stati uniti da un oceano all'altro in macchina, e godermi ogni singolo istante, tornando a casa con qualche chilo in meno, 30000 foto e tanta voglia di dormire, felice.
e questa cosa che più della metà della popolazione statunitense
lo abbia rivotato, ecco, mi fa cadere i coglioni, per essere fini.

l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 22:37 | link | commenti (6)
coffee and cigarettes

 

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