Forget Tomorrow

Ship without a Rudder's like a Ship without a Rudder's like a...


sto ascoltando:

il Dio Dando

ho salterellato davanti a:

FIB + Jennifer Gentle & Franklin Delano

sto leggendo:

le dispense di informatica

ho speso 4,5 euri per:

The Island

c'hai probbblemi? minchia vieni qui a dirlo!

smeagol@fastwebnet.it

msn

pavement85@hotmail.com

hanno sbagliato strada *loading* persone, o forse *loading* volte la stessa persona?

 
venerdì, 24 dicembre 2004

Data la blog-mania del momento di postare pseudo-classifiche contenenti i dieci dischi migliori dell'anno, mi tolgo lo sfizio anche io.
dieci album che ho ascoltato e amato. non necessariamente i migliori dell'anno, anzi.
questo blog tenta spesso di parlare di musica, e vorrebbe farlo senza presunzioni, anche se non è facile.
diciamo semplicemente dieci dischi che mi hanno tenuto compagnia in questo 2004 e che continueranno a farmi compagnia i prossimi anni.
in disordine:

1) Morrissey - You Are The Quarry
2) Elliott Smith - From A Basement On The Hill
3) Astropop 3 - Allies And Stepping Stones
4) The Libertines - The Libertines
5) Sophia - People Are Like Seasons
6) Artemoltobuffa - Stanotte / Stamattina
7) The Lovers - The Gutter And The Garden
8) Pinback - Summer In Abaddon
9) Nouvelle Vague - Nouvelle Vague
10) Giorgio Canali & Rossofuoco - Giorgio Canali & Rossofuoco

scelte difficili, tanti nomi esclusi che a turno si infilano nel lettore cd. scelte motivate che non motivo per non annoiare.

detto questo, l'omino del cervello insiste nell'augurare un Buon Natale a tutti. glielo concedo, esclusi gli elettori di Forza Italia, i membri del Ku Klux Klan, L'addetto al reparto Hi-Tech del Carrefour di c.so Monte Cucco, Tiziano Ferro, il presidente cespuglio, coloro che hanno comprato l'ultimo libro di Bruno Vespa, gli ideatori delle pubblicità della Tim, Laura Pausini e i fratelli Vanzina. spero di non dimenticare nessuno.

ps: fatevi un favore. cambiate un po': ascoltate Happy Christmas ( war is over) di Damien Rice.


l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 01:09 | link | commenti (13)
the soundtrack of my life

mercoledì, 22 dicembre 2004

It's the end of the lessons as we know them (and I feel blessed)

l'omino del cervello è insopportabile nel periodo natalizio. l'altro giorno mi ha beccato a studiare e si è incazzato come una biscia. dice che mi fa male. ogni volta che vado a letto prima di mezzanotte cerca di penetrare nell'esofago e mi vuole soffocare. mi tiene sveglio fino alle due solitamente. non gli piace neanche la musica che ascolto. a lui ci piacciano i Ganzenrosis. ho pure scoperto che mi ha nascosto il cd di Damien Rice, il bastardo.
eccheccazzo omino, gli ho detto l'altro giorno. adesso basta. devo studiare Ejzensteijn. lasciami in pace.
quello per ripicca ha iniziato a trafficare dentro la cucuzza mia, bzzz gnec! e mi ha fatto entrare in fase REM. tempo dieci minuti, testa pesante e bava colante su Ejzensteijn. di Michael Stipe neanche l'ombra, però.
domani gli faccio il discorsetto all'omino del cervello.
che qui, zitti zitti, s'è fatto veramente Natale e le lezioni sono finite. il buon compagno Ejzensteijn mi ha dato appuntamento a gennaio, ancora non so bene quando. porta anche l'amico Keaton; forse c'è Alfred e di sicuro zio Kubrick. speriamo che Antonioni non venga.
riassumendo, caro omino del cervello, qui s'è fatto tempo di studiare. dai, ringrazia, che l'anno scorso stavi dando di matto con biologia e quegli esercizietti infingardi di fisica. perlomeno quest'anno si fa qualcosa di più interessante...come dici? si, lo so, fa cagare anche a me il neo-realismo italiano. pero' Tarantino, eh? che mi dici di Tarantino? oppure...Mi vuoi fottere? ehi, dici a me, figlio di puttana? mi vuoi fottere?

l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 21:34 | link | commenti (7)
kino, amenità assortite

sabato, 18 dicembre 2004

pizzata di ex-classe.
già di per sè suona male. ci vado giusto per non rimanere solo a casa, anche i vecchi escono ogni tanto.
metà ex-classe, meglio. uno spera pochi ma buoni. e invece, pochi ma cattivi.
per di più l'omino del cervello non è in serata, non è disposto a parlare, ridere e scherzare, nè tantomeno a sentire quelle lagne dai tacchi a spillo che muoiono dalla voglia di raccontarsi.
-e vabè, dai, è solo una pizza, un paio di ore, suvvia, che sarà mai?-
circondato da una dozzina di pollastrelle, neanche brutte per carità. ma il fascino è un'altra cosa.
unico uomo, l'altro semi-maschio ha deciso ben di crogiuolarsi a casa sua.
-un brindisi a noi!-
1) merda, come fai a brindare con una coca cola media?
2) questa fottuta birra sa di ferrarelle, che posto del cazzo.
3) noi? noi chi? io + tu + lei + ancora lei = noi? mmh...non hai capito bene, bellezza.
4) perchè sorridete? come fate ad essere felici?
l'omino del cervello tenta inutilmente di affogare nella birra rossa salata, mentre le 12 galline tirano fuori le loro armi:
IL CELLULARE.
l'omino del cervello, spaventato, si nasconde dietro alla mozzarella della margherita.
il trucco delle ignobili fanciulle si fa pesante, le sopracciglia aggrottate, sorrisino paraculo sporco di pomodoro, la mano ferma sul cellulare come a imitare Bruce Willis in Die Hard, a voi la scelta se in trappola di cristallo o quell'altro dopo.
l'omino del cervello, stremato, alza le mani e balbetta pietà.
clic-bzzz! clic-bzzz! clic-bzzz!
1) bene. hai speso 300 euro per questa patacca luccicante. telefoni, emme-emme-essi, esse-emme-essi, scarichi la suoneria dei cinque marroni, giochi, ascolti mp3 (!?) e, oh yeah, fai le foto. ti senti più figa?
2) il mio nokia vecchio e puzzoso ha vissuto la guerra, e se cade non si fa bua. tiè. voglio vedere come si sfracella il tuo.
3) ma...perchè fotografi la pizza? cos'ha di speciale?
4) mi sto rompendo il cazzo, 10 minuti e fuggo.
io adesso vorrei che qualcuno mi spiegasse bene sta faccenda dei cellulari. io pensavo che si usassero per chiamare, tutto lì. massì, ovvio, anche per mandare messaggi.
ieri sera, mi aspettavo di fare discorsi del cazzo tipo: -cosa fai a capodanno? quanti esami hai dato? uhhh ma che bella la gonna! la mia ancora più bella assai!- e invece no.
perchè i cellulari si sono impossessati delle persone. le comandano come manichini. il prezzo delle sigarette aumenta, i cellulari costano di meno. dalla nicotina si passa ai cristalli liquidi. bella merda.
attendo solo più una macchina fotografica digitale che telefona, e poi mi faccio una grossa risata. per ora mi viene solo da piangere.

l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 13:03 | link | commenti (16)
coffee and cigarettes

giovedì, 16 dicembre 2004

buffo incontro quello di ieri sera tra l'uomo felice quando piove, l'amica eli, il caparezza, la donna che visse due volte (che se sei dell'Inter hai diritto a una seconda chance) e il bestemmiatore degli accendini perduti.
ciao, ciao, ciao.
Nathan Never, non è stato facile per me, trovarmi qui.
My baby don't mess around, because she loves me so and this I know for shooooooow....
Dimenticato la flebo per i Telefon Tel Aviv, tanto bravi quanto distanti dall'idea di concerto che ho io.
resisto 20 minuti, il capellone e il suo socio di New orleans immobili e concentrati davanti alla mela, l'Hiroshima quasi tutto pieno, inizio a sospettare che anche una data gratuita di cristina d'avena riempirebbe la sala Majakovskij.
Keith Jarrett, Inter, il mare della Sicilia, what is emo?, Pinback, da Trony non ci sono paragoni, arancine brum brum, freno a mano, cornetto nutelloso brum brum.
ciao, ciao, ciao.

gradevoli le serate con gente diversa dalle solite facce di ogni giorno.

l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 22:49 | link | commenti (8)
the soundtrack of my life

domenica, 12 dicembre 2004

è bello camminare la notte, e pensare che in fondo non fa così freddo.
pulirsi gli occhiali, in questa notte postuma come l'ultimo album di Elliott Smith, e cercare il tasto on nella tasca della giacca. camminare lentamente come quelle timide chitarre di qualcuno che è morto giovane e sottovoce, Elliott Smith.
guardare le scarpe che si allontanano dal cemento, e un'ombra nera che ti precede di poco. girarsi ogni tanto, quando sospetti che l'ombra nera sia qualcuno alle tue spalle, e tornare sui tuoi passi, sorridendo delle proprie paure.
accendere una sigaretta di quelle light perchè, where is my mind?, ho pigiato il tasto sbagliato alla macchinetta. spegnere la sigaretta in faccia a scanderebech, che a Torino è ovunque. neanche fosse fotogenico.
vedere le macchine che arrivano, si fermano: la gente che scende, saluta e va a dormire, come me. chissà dove sono state, tutte quelle facce, questa sera. facce che non amano il profumo della notte, e svaniscono in fretta dietro i vetri opachi dei portoni. macchine parcheggiate, troppe macchine. macchina ovunque, in doppia fila, sui marciapiedi. tutte uguali, incolori.
cani a passeggio e padroni stanchi, i semafori gialli che lampeggiano.
troppi pensieri, nessun significato, la notte.
ed ecco casa.

l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 02:05 | link | commenti (17)
incenso alla vaniglia

mercoledì, 08 dicembre 2004

E così, coloro che furono Prefusione divennero JoinTime. per una settimana si spacciarono anche per i Silent Oceans, ma la cosa non fu gradita a molti.
i JoinTime non hanno ancora capito bene che musica fanno. band troppo eclettica, direte voi. band troppo scarsa, direi io.
perlomeno i JoinTime cercano di fare musica divertendosi, non come dei certi Gallagher che la sera, prima di dormire, pregano affinchè il fratello possa scomparire al più presto nel triangolo delle bermuda. che poi quello cattivo secondo me è Noel. ma vabè.
i JoinTime, oltre alle loro solite cover "pancrocchiane" hanno prodotto due nuovi pezzi; ben due.
uno di essi, di nome W, l'ha partorito l'uomo felice quando piove. il testo, suggeritogli dall'omino del cervello mentre l'uomo felice quando piove si accingeva a sedersi sulla gelida asse del cesso munito di Stampa (che quell'uomo dalla faccia paffutella che c'ha abbassato le tasse a me stimola in certi momenti), è questo:

Hello and nice to meet you
I'm here again for you
My 52 stars are shining in the sky
My money is the power
My nation is the world
I'm singin' in the acid rain
Looking at the globe
And choosing the nex target

Someone think I'm insane
Don't believe, don't believe in them
They're just terrorists
They're wrong, they're wrong...

Four more years of freedom
I like to play risk
But I'm not good with monopoly
I'm clever like my missils
I use them to make peace
I'm walking in the land of pain
Laughing with myself
And choosing the next target

We know you're insane
We don't believe, don't believe in you
You are the terrorist
You're wrong, you're wrong...

il video di W sarà in rotazione su MTV a partire da lunedì 13 dicembre. dopo il Placebo Day, domenica 19 dicembre giornata dedicata ai JoinTime, con interviste e concerto live acustico a Supersonic.
il singolo, contenente la b-side American Jesus, in vendita a partire da mercoledì 22 dicembre, in tutti i negozi.
i JoinTime vi ringraziano e vi pregano di non intasare la casella di posta elettronica. tanto non saranno loro a rispondervi.

l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 00:52 | link | commenti (15)
anyone can play guitar

giovedì, 02 dicembre 2004

l'ultima vacanza con i miei, pasqua del 2003. le vacanze con i miei, che dici sempre solo "miei" o "tuoi" perchè forse è troppo angosciante dire "i miei genitori". devi dirlo in fretta, con una parola breve, "miei". che a quasi 18 anni i tuoi non li vorresti neanche vedere in casa, figurati in vacanza. ma l'Irlanda è l'Irlanda, e io ci potrei andare anche con gli acerrimi nemici che non ho. e poi in fondo voglio anche bene a questi "miei".
una settimana, un'auto noleggiata, qualche prenotazione ma non troppe, una cartina.
l'Irlanda, quell'isolotto vicino all'Inghiterra. tanto vicino quanto lontano. i "miei", sì, sempre loro, si sono conosciuti lì, anni, secoli fa. forse in un giorno di pioggia. l'Irlanda era diversa. era un paese povero, non c'era mica l'euro eh. faceva più freddo, c'erano maggiori tensioni politiche; era l'Irlanda dell'IRA, l'Irlanda dei film di Jim Sheridan. adesso l'Irlanda è più verde, più ricca e sorridente. vive di turismo, di fiabe e di folletti. di guinness, di gente che suona e di gente che lavora.
è difficile descrivere un qualcosa che si ama così tanto.
c'è un'aria fresca, in Irlanda. ci sono tanti colori, le nuvole che corrono veloci. ci sono immagini, luoghi semplicissimi, per molti banali, che non dimenticherò mai. un benzinaio abbandonato, bruciato, in mezzo alla strada. il cielo azzurro, il sole delle 9 del mattino, nessun rumore, un pub tutto blu all'angolo, non un'anima viva nel raggio di un chilometro.
ti rimetti in macchina, macini altre miglia, e finisci sulla costa. finisci qui, a guardare l'oceano dall'alto che ti fa quasi paura, con un vento che ti spinge giù. Cliffs of Moher si chiamano. c'è un sentierino di mezzo metro, una linea al margine di queste enormi costiere. e ci cammini, lentamente, ascoltando i sonic youth a basso volume, per sentire ancora il rumore del vento. cammini, lentamente, e guardi avanti, tanto lo sai cos'hai di fianco, non fa più differenza, ormai lo vedi ad occhi chiusi questo spettacolo: ti sei fermato mezz'ora, seduto, a osservarlo.
di acqua ce n'è tanta qui. e poi ci sono questi fiori gialli e arancioni, dappertutto. non so, ho chiesto ma non ho mai capito che fiori sono. e mentre sei lì, che senti col piede quant'è gelida l'acqua, passa una pecora, solitaria. così, appare dal nulla e scompare tra i fiori gialli, trotterellando. da adottare.
e allora te ne vai anche tu, ti rimetti in macchina e costeggi i fiori gialli, su stradine one way circondate da un profumato e verde nulla che farebbero invidia all'amico Kerouac.
e non c'è mai nessuno.
ma la gente c'è, eccome. e nella vecchia Dublin, c'è ben più gente di quanta ce n'è nei romanzi di Joyce. c'è anche tanto turismo, francesi, tedeschi, americani, giapponesi. italiani.
finalmente pioggia. un giro senza meta tra le strade grigie della città, con le cuffie a riscaldare le orecchie e i Camper Van Beethoven a riscaldare il cuore. poi Trinity College, un tramonto blu sul ponte del fiume Liffey, e tappa a Temple Bar, un milione di pub attaccati l'uno all'altro, su un'unica strada. che se fossi lì con i tuoi amici faresti una scommessa a chi arriva più lontano facendosi una piccola in ogni pub. c'è un ragazzo, giovanissimo, con una chitarra elettrica e un amplificatore lì per strada, che canta U2 e Coldplay. ma così bene che Bono inizia a starti sulle balle. dentro invece, il tepore, la cappa di fumo, la musica, quella irish, uomini allegri col naso rosso che alzano le loro birre scure, ragazze dai capelli rossi di cui ti innamori continuamente. poi arriva un sosia di andreotti, che lo scrivo minuscolo che se lo merita pure, quello vero. arriva e suona coi suoi due amici. e poi arrivano altri, chi con la chitarra, chi con l'armonica, e perchè no, c'mon, play with us! e la gente ride, scherza, beve e anche tanto, e ci sono famiglie, vecchiotti ubriachi, bambini scatenati.
ma l'Irlanda non è solo Dublino, anzi. ci sono piccoli paesucoli, villaggi perduti nelle colline, dove il turismo non arriva. questa qui sotto è Doolin, quattro case quattro, rosa, arancioni, verdi, bianche, rosse e gialle. io un giorno andrò a vivere laggiù, a Doolin. sopra la casetta rosa, sulla collina, c'è un bed & breakfast, a conduzione familiare. che tu dormi in queste camerette rustiche e pulitissime, ti svegli e vai a fare colazione in veranda, con i proprietari. e arriva questa mamma cicciona e sorridente, che ti chiede se vuoi un'altro bacon, se l'egg era cotto al punto giusto, e, mentre il marito legge il giornale in mutande, s'incazza coi figlioletti perchè fanno troppo casino. l'avrei abbracciata.
Gianni, come si fa a non amare l'Irlanda?


l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 01:16 | link | commenti (12)
incenso alla vaniglia

 

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