Forget Tomorrow

Ship without a Rudder's like a Ship without a Rudder's like a...


sto ascoltando:

il Dio Dando

ho salterellato davanti a:

FIB + Jennifer Gentle & Franklin Delano

sto leggendo:

le dispense di informatica

ho speso 4,5 euri per:

The Island

c'hai probbblemi? minchia vieni qui a dirlo!

smeagol@fastwebnet.it

msn

pavement85@hotmail.com

hanno sbagliato strada *loading* persone, o forse *loading* volte la stessa persona?

 
venerdì, 23 settembre 2005

Dante Hicks

oggi sono andato al Continente. che in realtà da qualche anno si chiama Carrefour, ma io amo continuare a chiamarlo Continente. è lo stesso motivo per cui continuo a ragionare in lire anzichè in euro. infermità mentale.
comunque, mi reco con smisurata gioia al Continente, a fare la spesa con la mutter. perchè ogni tanto bisogna essere gentili con le mamme.
ta-da-da, reparto frutta e verdura, birra e vino, pane, carne e pesce, e poi in cassa. coda. dev'essere un lavoro di merda fare la cassiera. che poi, non so se c'avete mai pensato: non esiste più il cassiere. il cassiere uomo. chissà perchè. sono solo e sempre donne. a volte giovani disoccupate, a volte vecchie ritardate. Continente pieno, mille casse, troppa gente. mi fisso a guardare un vecchietto in coda dietro di me. vecchio vecchio, eh, siamo sugli ottanta. furbo, penso, nonostante la faccia da merluzzo rincoglionito: ha già messo tutta la roba dentro le sue borse, così non deve pagare quei due spiccioli in più per comprare un sacchetto firmato "Continente", anzi no "Carrefour". sbuffa, la cassiera è della categoria "vecchia ritardata" (e figuriamoci se non me la becco io) e la coda non va avanti. allora il vecchio si sposta, si mette in fila nella cassa a fianco. che buffo, penso, hai fatto mezza coda qui e ora ti sposti? lo perdo di vista, mi rigiro dopo qualche secondo, e lui s'è già spostato all'altra cassa ancora. ma allora non sei furbo manco per un cazzo. poi succede che torna verso la nostra cassa. ma si ferma a quella prima, cassa chiusa. è lì, in mezzo, nel fiume. a sinistra cassiere e gente in coda, a destra gente in coda e cassiere. e lui, con la sua faccia da merluzzo ex-furbo attraversa il fiume. lentamente, si guarda attorno, passa la cassa vuota, con la spesa in mano, e se ne esce "tranzuso tranzuso" dalle porte scorrevoli. in quel mare di gente, l'ho visto solo io. e il vecchio è salvo.
gente strana.
poi capita che stasera, per caso, mi riguardo per la terza o quarta volta "Clerks". tutto ha un senso, si vede che oggi era la giornata dei commessi. e anche lì, nel film, ce n'è di gente strana. ma non è la gente strana e ridicola che rende bello questo film indipendente e sfigatissimo. non è la colonna sonora tra Alice in Chains e Soul Asylum, e non sono neanche tutti i dialoghi ironici e divertenti sui pompini e Guerre Stellari. è la fine che vale la pellicola, la fine di questo film in b/n e anche, lo ammetto, piuttosto lento. è quel dialogo dopo l'azzuffata nel supermercato, quando l'uomo più coglione del film vomita le frasi più sagge del film.
e tu te ne stai lì seduto a guardare e pensi: ma guarda st'idiota quanto cazzo c'ha ragione.
torni a casa, con la maglietta sporca di vomito di quelle frasi. e ci pensi, sul fatto che abbia ragione. ma tanto poi sai benissimo che la laverai, la maglietta.

l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 00:52 | link | commenti (8)
coffee and cigarettes

sabato, 17 settembre 2005

Bisognerebbe scrivere sempre e solo di getto. senza pensarci due volte. come quelle lettere d'amore disperato che nessuno ha mai scritto ma che tutti abbiamo perfettamente in testa.
Vorrei guidare tutta la notte, andare lotano non so dove, forse verso la montagna, nella ka grigio metallizzata, ascoltando solo i Beatles. è incredibile riscoprire i Beatles dopo tutti questi anni. così come è tristemente incredibile che la mia vita possa dipendere da qualche fottuto risultato universitario. con un 27 tutto sembra girare meglio. quando esco da Palazzo Nuovo con la testa bassa, tutto mi crolla addosso. non è questo che volevo, ma è così. forse perchè c'è poco altro da dire, perchè alla domanda "sei felice?" risponderei tranquillamente "credo di no". e allora rimane qualche canzone, qualche amico e dei numeri su un libretto blu. e bisogna cercare di riempire il tempo, fare tante cose, più cose possibili, uscire la sera anche quando non si ha voglia, pur di non restare chiusi in casa a pensare a quanto è triste pensare. soli.
Sarà che non c'è il mare a Torino, come direbbe Lucio. sarà che sono una testa di cazzo, spesso me lo ripeto. sarà che questo mondo non è fatto per me, o forse solo questa città, questo paese, questa vita.
A scrivere il cazzo che voglio senza pensarci e senza stabilire quale sarà la parola successiva ci riesco benissimo.
ma bisognrebbe anche "fare" senza pensarci due volte.

l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 01:11 | link | commenti (7)

mercoledì, 07 settembre 2005

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Mi capita di starmene quattro ore in una stanza, seduto di fianco ad un regista teatrale coi controcoglioni. e per quattro ore vedere persone che entrano, si siedono di fronte a noi, parlano ed escono.
Leggono e rileggono righe di Renè Daniel Dubois, autore teatrale canadese, cercando di capirci qualcosa. capiscono, s'illuminano e rileggono. e poi parlano. ma non parlano del tempo che c'è fuori, nè delle scarpe della nike a 90 euro in saldo. parlano dei genitori e dei nonni, di ciò che piace a loro, di cinema e teatro, di amore e emozioni, di cosa pensano che sia questo e quello, e anche di tutto ciò che manderebbero affanculo. Stento a credere che nessuno di loro abbia ancora vent'anni. Ed è affascinante vederli, uno dopo l'altro, che pensano, commentano, ragionano, cambiano espressioni e sguardi, s'imbarazzano e sorridono. tutti a modo loro, tutti impegnati nello stesso lavoro.
No, non è un cazzo di convegno di comunione e liberazione, siate maledetti fascisti bigotti di merda.
E non è neanche il teatro come lo si può immaginare: "tu fai il cattivo, io il buono; questo è il testo, studia a memoria, pronti via".
E' solo un regista coi controcoglioni - e sono strafelice di poter lavorare al suo fianco - e un mare di giovani - di quei giovani che vorresti abbracciare uno ad uno - che forse ha più voglia di vivere di me, di raccontare e raccontarsi e di non nascondersi dietro a un personaggio.
sarà un bellissimo spettacolo.

l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 23:26 | link | commenti (5)
coffee and cigarettes

 

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