Ship without a Rudder's like a Ship without a Rudder's like a...
il Dio Dando
FIB + Jennifer Gentle & Franklin Delano
le dispense di informatica
The Island
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hanno sbagliato strada *loading* persone, o forse *loading* volte la stessa persona?
l'ultima vacanza con i miei, pasqua del 2003. le vacanze con i miei, che dici sempre solo "miei" o "tuoi" perchè forse è troppo angosciante dire "i miei genitori". devi dirlo in fretta, con una parola breve, "miei". che a quasi 18 anni i tuoi non li vorresti neanche vedere in casa, figurati in vacanza. ma l'Irlanda è l'Irlanda, e io ci potrei andare anche con gli acerrimi nemici che non ho. e poi in fondo voglio anche bene a questi "miei".
una settimana, un'auto noleggiata, qualche prenotazione ma non troppe, una cartina.
l'Irlanda, quell'isolotto vicino all'Inghiterra. tanto vicino quanto lontano. i "miei", sì, sempre loro, si sono conosciuti lì, anni, secoli fa. forse in un giorno di pioggia. l'Irlanda era diversa. era un paese povero, non c'era mica l'euro eh. faceva più freddo, c'erano maggiori tensioni politiche; era l'Irlanda dell'IRA, l'Irlanda dei film di Jim Sheridan. adesso l'Irlanda è più verde, più ricca e sorridente. vive di turismo, di fiabe e di folletti. di guinness, di gente che suona e di gente che lavora.
è difficile descrivere un qualcosa che si ama così tanto.
c'è un'aria fresca, in Irlanda. ci sono tanti colori, le nuvole che corrono veloci. ci sono immagini, luoghi semplicissimi, per molti banali, che non dimenticherò mai. un benzinaio abbandonato, bruciato, in mezzo alla strada. il cielo azzurro, il sole delle 9 del mattino, nessun rumore, un pub tutto blu all'angolo, non un'anima viva nel raggio di un chilometro.
ti rimetti in macchina, macini altre miglia, e finisci sulla costa. finisci qui, a guardare l'oceano dall'alto che ti
fa quasi paura, con un vento che ti spinge giù. Cliffs of Moher si chiamano. c'è un sentierino di mezzo metro, una linea al margine di queste enormi costiere. e ci cammini, lentamente, ascoltando i sonic youth a basso volume, per sentire ancora il rumore del vento. cammini, lentamente, e guardi avanti, tanto lo sai cos'hai di fianco, non fa più differenza, ormai lo vedi ad occhi chiusi questo spettacolo: ti sei fermato mezz'ora, seduto, a osservarlo.
di acqua ce n'è tanta qui. e poi ci sono questi fiori gialli e arancioni, dappertutto. non so, ho chiesto ma non ho mai capito che fiori sono. e mentre sei lì, che senti col piede quant'è gelida l'acqua, passa una pecora,
solitaria. così, appare dal nulla e scompare tra i fiori gialli, trotterellando. da adottare.
e allora te ne vai anche tu, ti rimetti in macchina e costeggi i fiori gialli, su stradine one way circondate da un profumato e verde nulla che farebbero invidia all'amico Kerouac.
e non c'è mai nessuno.
ma la gente c'è, eccome. e nella vecchia Dublin, c'è ben più gente di quanta ce n'è nei romanzi di Joyce. c'è anche tanto turismo, francesi, tedeschi, americani, giapponesi. italiani.
finalmente pioggia. un giro senza meta tra le strade grigie della città, con le cuffie a riscaldare le orecchie e i Camper Van Beethoven a riscaldare il cuore. poi Trinity College, un tramonto blu sul ponte del fiume Liffey, e tappa a Temple Bar, un milione di pub attaccati l'uno all'altro, su un'unica strada. che se fossi lì con i tuoi amici faresti una scommessa a chi arriva più lontano facendosi una piccola in ogni pub. c'è un ragazzo, giovanissimo, con una chitarra elettrica e un amp
lificatore lì per strada, che canta U2 e Coldplay. ma così bene che Bono inizia a starti sulle balle. dentro invece, il tepore, la cappa di fumo, la musica, quella irish, uomini allegri col naso rosso che alzano le loro birre scure, ragazze dai capelli rossi di cui ti innamori continuamente. poi arriva un sosia di andreotti, che lo scrivo minuscolo che se lo merita pure, quello vero. arriva e suona coi suoi due amici. e poi arrivano altri, chi con la chitarra, chi con l'armonica, e perchè no, c'mon, play with us! e la gente ride, scherza, beve e anche tanto, e ci sono famiglie, vecchiotti ubriachi, bambini scatenati.
ma l'Irlanda non è solo Dublino, anzi. ci sono piccoli paesucoli, villaggi perduti nelle colline, dove il turismo non arriva. questa qui sotto è Doolin, quattro case quattro, rosa, arancioni, verdi, bianche, rosse e gialle. io un giorno andrò a vivere laggiù, a Doolin. sopra la casetta rosa, sulla collina, c'è un bed & breakfast, a conduzione familiare. che tu dormi in queste camerette rustiche e pulitissime, ti svegli e vai a fare colazione in veranda, con i proprietari. e arriva questa mamma cicciona e sorridente, che ti chiede se vuoi un'altro bacon, se l'egg era cotto al punto giusto, e, mentre il marito legge il giornale in mutande, s'incazza coi figlioletti perchè fanno troppo casino. l'avrei abbracciata.
Gianni, come si fa a non amare l'Irlanda?



amenità assortite
anyone can play guitar
coffee and cigarettes
incenso alla vaniglia
kino
the soundtrack of my life