Ship without a Rudder's like a Ship without a Rudder's like a...
il Dio Dando
FIB + Jennifer Gentle & Franklin Delano
le dispense di informatica
The Island
smeagol@fastwebnet.it
pavement85@hotmail.com
hanno sbagliato strada *loading* persone, o forse *loading* volte la stessa persona?
Io. Non. T-T-T-T-Tremo...
perchè mai chiudersi in casa, a studiare al tepore, in queste giornate di splendida e fredda nebbia mattutina? quel freddo bastardo che ti entra nelle ossa, che ti tremano i denti anche a bocca chiusa. perchè restare tutto il giorno davanti al monitor samsung syncmaster 753s a fare riassuntini su Buster Keaton e il montaggio formale, quando fuori gli uccellini sono morti assiderati e il gelo s'è portato via anche la batteria della mia macchina?
alle 10 "tlang" chiudo il portone, i Bloc Party mi accompagnano alla fermata del 13, che quotidianamente parte senza aspettarmi. è provato scientificamente che quando perdo il 13 le pile del lettore cessano di vivere in piazza Statuto. sarà quella cazzo di storia che è il punto di energia negativa della città.
Palazzo Nuovo è sempre lì, non si muove. grigio su sfondo grigio. scale grigie, porte grigie, finestre grigie, muri grigi. dentro la solita gente colorata, gli universitari.
una brutta razza, l'universitario di palazzo nuovo, generalmente divisa in 4 categorie:
il poeta maledetto: colui il quale, guardando il cielo, ti fa: "oh ciao. come va? ti vedo esclamativo oggi". generalmente alto e distinto, vestito di scuro, si riconosce dal cappello di diverse forme e colori che nasconde la stempiata e dai soliti occhialoni neri. lo puoi sentire discorrere di filosofie orientali, lettaratura islandese o del suo nuovo cortometraggio esistenziale che ha appena finito di montare. niente zainacci e spillette: il poeta maledetto non ha bisogno di nulla con sè, e poi tanto ascolta musica classica lui, mica quei casinari degli Stooges.
sottocategoria: metallaro moderato. il metallaro moderato veste sempre nero con l'aggiunta di borchie luccicanti. è l'evoluzione in tutti i sensi del poeta maledetto: più scuro, più altezzoso, più capellone, più ingombrante, più attivo e più puzzolente (dorme con le scarpe ai piedi). egli a Rimbaud preferisce Coleridge, ma solo perchè è stato ripreso dagli Iron Maiden. Amante dello splatter, il suo orecchio è in grado di ascoltare ibridi di classica e metal classificati come epic o qualcosa del genere. socializza solo con i simili.
l'invisibile: pressochè normale. curato ma non troppo, bello ma neanche poi tanto. la sua identità rimane misteriosa. lo vedi dappertutto, ma lui non c'è. non ha mai un nome nè una voce. vai al cesso, ti giri, e un uomo invisibile sta pisciando di fianco a te. in assoluto e rigoroso silenzio, non fa rumore la sua pipì. ha pero' il dono dell'ubiquità. o forse è un clone. è abitudine incrociarlo una ventina di volte al giorno. egli, nonostante il suo mutismo, è l'unico in grado di laurearsi in tempi record per poi svanire nel nulla.
il fancazzista: egli può essere di qualsiasi fazione politica. ricco o povero, punk o indie, sfigato o modello, alto o basso, Valderrama o pelato. egli è un uomo normale, dorme senza scarpe. non s'addormenta mai prima delle 2am, e il risveglio la mattina è un trauma peggiore della nascita. gira avanti e indietro per i corridoi della facoltà in cerca di anime disposte alla socializzazione, e molto spesso non le trova. a lezione, alterna solitari momenti di viaggio trascendentale (no, non sta seguendo. guarda il prof ma si fa i benamati cazzacci suoi) e sane dormite. pigro di natura, non è solito praticare alcuno sport. fa il carico didattico il giorno prima della scadenza. cade spesso nel tranello dei pisolino pomeridiano, studia una media di 10 minuti al giorno e s'incazza quando in piazza Statuto le pile del lettore cd muoiono.
la donna: inetichettabile. decadente e trascurata, profumata e in tiro, bella e meno bella, sorridente o incazzata, frenetica o svampita, interessante o meno. è meraviglioso averla a Palazzo Nuovo. ma tanto, non c'è storia per nessuno: alla donna il fancazzista non piace proprio. subisce il fascino del poeta maledetto ma lo scarica subito dopo la terza poesia norvegese dedicata con amour. il metallaro puzza troppo, bleah. non è che la donna sta con l'invisibile?
oggi m'è venuta un'angoscia a vedere l'esame di storia del cinema. tutte quelle facce simpatiche mai salutate (un timido cafone, sono) alle prese con il primo esame.
io sotto mi cagai, e a febbraio lo spostai.
merda, venti giorni e anche io stipato in quell'aula con lo statino in una mano e il libretto dei voti nell'altra, balbuziente e tremolante. gasp.


amenità assortite
anyone can play guitar
coffee and cigarettes
incenso alla vaniglia
kino
the soundtrack of my life