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hanno sbagliato strada *loading* persone, o forse *loading* volte la stessa persona?
ieri sera amici - siii, bello, ah, un po' d'azione è quel che ci vuole! - e amiche - minchia che fiiiiigo colin farrell! - mi trascinano al cinema. Alexander.
- comunicazione di servizio: se hai visto Troy e ti è piaciuto, fuggi finche sei in tempo -
non che mi aspettassi chissà quale film epocale. mi bastava un prodotto ben confenzionato alla Il Gladiatore. uno di quei film che si aggrappano a qualche nome importante, un alto budget, solide scene di battaglia iper-digitali e un po' di buoni sentimenti.
in Alexander non c'è niente di questo, a parte i soldi.
Oliver Stone, mica l'ultimo coglione arrivato a Hollywood, ha girato film come Platoon e Natural Born Killers, tutt'altro che spregevoli. questa volta s'è scavato la fossa da solo, volendo strafare con una pellicola lenta (tre ore, più effetto dilatazione temporale) prolissa, ripetitiva e verbosa, di una banalità tediosa che non posso sopportare.
Oliviero Pietra si fa aiutare da Robin Fox Lane, professore ad Oxford considerato uno dei maggiori studiosi di Alessandro Magno. come dire, "io c'ho Robin Fox e il mio film è costruito meglio del tuo, Ridley". e infatti in diverse interviste l'ormai senza senno Stone si lancia in critiche poco costruttive nei confronti di un Gladiatore non molto fedele alla Roma dell'epoca. ma poi, in nome di Zeus e tutti i suoi figli illegittimi, il cinema è cinema. per i documentari storici rimango a casa a guardarmi Piero Angela e figlio legittimo.
Alexander puzza di mera ricostruzione storica senz'anima, fine a se stessa. Certo, c'è da fare i complimenti agli addetti ai lavori per la resa dettagliata di Babilonia. stupenda, senza ombra di dubbio. ma ormai lo sanno anche i bambini che con il digitale tutto è possibile.
ricostruzione storica, sicuro. peccato che Alexander, personaggio contraddittorio come pochi, venga dipinto come un idiota, un immaturo sostenuto da amici fedeli e non che gli parano continuamente il culo. grande condottiero inconsapevole di tutte le morti provocate, neanche poi troppo carismatico, colmo di problemi esistenziali e gay represso. ok, scelte del regista. sicuramente discutibile quella di affrontare il tema dell'omosessualità. niente di male nel farlo, ma perchè truccare Efestione come un travestito e calcare con tante parole l'amore tra i due, se poi non c'è un momento intimo, valido e profondo tra i due eroi, mentre ci viene mostrata un'inutile scena di sesso con la moglie Rossane?
non sembra neanche poi tanto Grande questo Alessandro. figlio di Zeus, forse. Religione e filosofia in secondo piano, si citano divinità continuamente ma nessun greco se ne sbatte più di tanto. cosa rimane?
La guerra. quelle scene di battaglia gloriose, quei campi lunghissimi, nell'infinito deserto. l'esercito schierato, immobile, pronto al discorso dell'immenso Alessandro. momento catartico. Colin Farrell, a cavallo, che va su e giù, avanti e indietro. c'è un po' di Braveheart e un po' di Gladiatore. niente di più però. e, tra le righe, il discorso del Magno sembra questo:
"tu, Paraculione. sei un ottimo soldato. la tua valorosa famiglia è crepata tutta perchè io l'ho mandata al massacro non mi ricordo quando. combatti oggi al mio fianco, in nome della libertà!"
"Siii, ahhhh! yeahhhh!"
evviva, clap clap. rimpiango assai Mel Gibson sulle Higlands fredde e verdi. rimango schifato da parole come libertà, e mi viene in mente il conquistatore Bush vs. mondo intero, in nome squisitamente dell'economia. rutto e vado a comprarmi da bere.
ritorno alla battaglia: caos collettivo, inutile cercare di capire qualcosa. i persiani guidati da Raz Degan, un uomo un perchè, sono solo macchiette. tutto già visto, interminabile e inutile, nessuna tattica comprensibile.
gli attori. Colin Farrell ragazzone belloccio, a me proprio non piace. de gustibus. Angelina -labbre gonfie- Jolie è mamma olimpiade, ambigua e fuori luogo. Val -polifemo- Kilmer è Filppo, babbo violento e azzeccato, uno dei pochi, imho. Anthony Hopkins, Tolomeo narrante, semplicemente inutile.
impossibile credere che qualcuno sia riuscito ad appassionarsi e magari anche a versare una lacrimuccia sulla morte di Alessandro. io, felice della sua dipartita all'Ade, non ne potevo più.
da evitare.
Oliver Stone
ripongo ancora deboli speranze per Scorsese.


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