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lunedì, 21 febbraio 2005

Pensavo che ogni tanto non ho niente da dire. nemmeno in questo momento. niente da dire, poco a cui pensare. potrei starmene svaccato su una collina a guardare siepi, senza neanche farmi sovvenire le morti stagioni. in silenzio, o ascoltando musica lenta.
vorrei che la vita fosse un film muto. vedere la gente sul pullman, all'università, al lavoro, per strada e in ogni casa, alzare dei cartelloni neri con scritte bianche quando c'è qualcosa di importante. ridere e piangere, senza parlare. senza mai abbassare lo sguardo. mangiare con la bocca e parlare con gli occhi. senza riempirsi le orecchie di frasi fatte, ma solo di buona musica. leggere, leggere tanto. scrivere, anche. distruggere tutti i telefoni, tutti. urlare senza emettere un suono, con la bocca spalancata e le braccia tese verso il cielo. camminare per la città e ascoltare i rumori: gli uccellini, le rotaie del tram, il vento, lo sfogliare di un libro, i passi, il fuoco che brucia, la neve che cade, le porte che cigolano. dimostrare l'amicizia e l'amore alle persone vicine non con uno squillo del cellulare o con una frase sdolcinata, ma con un'abbraccio sincero o con una sorpresa silenziosa.
sarebbe bello lasciar parlare un regalo, una poesia, una canzone, una lettera, una foto, un film. uscire dal cinema, guardarsi e sorridere. e poi camminare lentamente fino a casa, uno di fianco all'altro, senza dire niente - senza aver paura di dire niente - guardando il mondo che scorre.

"A un certo punto mi sono sdraiato sulla sponda e ho chiuso gli occhi per ascoltare il rumore che faceva l'acqua e il vento che fischiava sulla cima degli alberi. Lo stesso vento che soffia giù nello Stretto, eppure è diverso. Per un po' mi sono lasciato immaginare che ero morto e mi stava bene anche quello, almeno per un paio di minuti, finché non me ne sono ben reso conto: morto. Mentre me ne stavo lì sdraiato a occhi chiusi. Dopo essermi immaginato come sarebbe stato se non avessi davvero potuto più rialzarmi, ho pensato a te. Ho aperto gli occhi e mi sono alzato subito e sono tornato a esser contento. E' che te ne sono grato, capisci. E te lo volevo dire."

Raymond Carver.

l'omino del cervello ha dettato l'ennesima cazzata a happy_when_it_rains 23:38 | link | commenti (13)
incenso alla vaniglia


Commenti
#1   22 Febbraio 2005 - 11:20
 
bello,bello,bello.
non aggiungo altro per non rovinare tutto.
sabrina
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#2   22 Febbraio 2005 - 14:22
 
la sensazione che si prova quando si dimostra amore o amicizia con un gesto è qualcosa di indescrivibile.. una sensazione di pienezza, boh, indescrivibile..
e idem quando ci si accorge che qualcuno dimostra a noi amore o amicizia con un altro gesto..
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#3   22 Febbraio 2005 - 22:37
 
Sai bene quanto sia bello questo post. Voglio dire, non c'è bisogno ch'io - o qualcun altro - te lo dica. E' bello quando riusciamo a descrivere così bene un momento, quando le parole che scriviamo sono quelle giuste, perfette.

E sai perché queste parole mi colpiscono tanto? Perché mi sembrano il garbato urlo muto di una formica dentro una tazza di latte. Formica tu, formica io. Formica pochi altri, ho la sensazione.
Che sai benissimo che viviamo in un mondo (la tazza di latte) che è l'esatto contrario di un film muto, l'esatto contrario di ciò che vorremmo esso fosse.
I nostri lamenti, i nostri piccoli desideri sono così insignificanti in un tale contesto, non credi happy? Chi cazzo ci darà una mano, eh? Io non riesco a credere che qualcuno possa farmi compagnia in quel modo, in silenzio.
Spero con tutto il cuore, sinceramente, che tu riesca a crederci e a trovare qualcuno...

(perdonami se mi sono spinto troppo in là, essendo questo pur sempre un commento ad un post)
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#4   22 Febbraio 2005 - 22:49
 
come può crederci uno che si è scoperto a parlare da solo, e che continua ad avere la sensazione di non stare dentro a niente?
credo solo che quello che scrive carver sia molto bello.
burp.
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#5   23 Febbraio 2005 - 01:56
 
behcapita anche a me di non aver parole,di volor soltare sentire la giornata e tutto il resto scorrere senza sfiorarmi....

Notte
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#6   23 Febbraio 2005 - 10:14
 
leggo e penso a ferro3. e poi taccio che di rovinare la grazia del momento non mi va proprio.bello.
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#7   23 Febbraio 2005 - 12:55
 
io non ho commentato prima perchè ho voluto pensare,eh...però nemmeno adesso trovo le parole. Alzo un cartello nero, sopra ci sono scritte parole bianche: Juppy è oltremodo stupita e trova che le tue parole siano superbellissime.
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#8   23 Febbraio 2005 - 13:25
 
BUUUUM AHHHHHHHHH EHHHHHHH ARGHHHHHHH APTAMAAAAAAA SPETUMMMMMM BUUURPPPPPP GRRRRRRRRRRR WOOOOOOOOOOO PEPEPEPEPEPEEEEEE!!!! Si, ok sono uno stronzo!!!
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#9   23 Febbraio 2005 - 19:06
 
Ma se la vita fosse un film muto ogni volta che saremmo addolorati dovremmo aggrapparci alle tende di casa. Pensa a quante tende si rovinerebbero.
O____O
Ciaoo Rob
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#10   23 Febbraio 2005 - 19:23
 
Probabilmente non saremmo mai addolorati. Solo immersi in un'eterna, dolcissima, malinconia in bianco e nero...

Le parole di Carver sono splendide, happy, sì. Inviadiabili. Lo invidio perché lui ha un te per cui val la pena smetterla di credersi morti.
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#11   23 Febbraio 2005 - 21:45
 
rido molto peer il commento di Rob :D :D :D

LOL

scusate
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#12   24 Febbraio 2005 - 13:40
 
Per prima cosa grazie mille della visita e del commento... Vertov, costruttivismo, avanguardie: che periodo strepitoso!

Per quanto riguarda il tuo post, beh,devo dirti che spesso ci penso anch'io. Spesso piacerebbe anche a me che la vita fosse come un film muto, senza troppe stronzate ma solo con gesti significativi, e musica che permea tutto il vivente. Bello...

Ciao!

ah, ti linko ;)
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#13   24 Febbraio 2005 - 21:37
 
ot:
superfetazioni: tutti quegli elementi non originali successivamente aggiunti nel corso dei secoli ad opere o monumenti storici.

dal blog di pep.
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