Ship without a Rudder's like a Ship without a Rudder's like a...
il Dio Dando
FIB + Jennifer Gentle & Franklin Delano
le dispense di informatica
The Island
smeagol@fastwebnet.it
pavement85@hotmail.com
hanno sbagliato strada *loading* persone, o forse *loading* volte la stessa persona?
I Don't Belong Here...
sabato, folle sabato. credevo fosse sabato sera, invece era venerdì. le giornate universitarie si assomigliano tutte. solo la domenica resta quella giornata del cazzo, da abolire.
sto sabato-venerdì sera happy when it rains si reca in uno dei locali più "in" di torino. "The Frog". la rana. anzichè no, "il The Frog", con doppio articolo che fa più tamarro. happy when it rains è pronto già da una settimana a questo evento. sa che la sua presenza è obbligatoria, e si mette l'anima in pace. sogna da due giorni Sean Paul che lo assale constringendolo a fare la danza del ventre davanti a mille mila di fighetti ingellati. happy when it rains, per niente rassicurato da questo fatto, si copre il ventre con quattro magliette dai colori bizzarri e prega il "motore immobile" che c'è lassù da qualche parte affinchè nessuno dei fighetti ingellati abbia l'istinto animale di cartellarlo senza motivo.
massì, che noioso...conosci gente, ti diverti; balli. conosci gente, ti diverti, balli, conosci gente, ti diverti, balli, conosc...
1) conosci gente.
l'unico approccio della serata è stato con il buttafuori: "ehi, non puoi uscire con la bottiglia fuori".
eccheccazzo - tutto attaccato che fa viuleeenza - dico io. ho pagato ben 5 euri per questa birra munita di limone inficcato dentro, cosa vuol dire che non me la posso bere fuori? ah, intuisco. potrei spaccartela in testa, se solo avessi voglia di farlo. filosoficamente, in atto sono un coglione con una birra in mano, in potenza un feroce assassino notturno. ma allora non hai fiducia in me, testa d'anguilla.
rientro, glu glu glu, esco e fumo. are you happy now?
2) ti diverti.
un sacco, cazzo, un sacco. beh certo, ci sono i tipi neri yo-yo! con cappellino storto e occhiali da sole che un sorriso te lo strappano. tutto il resto è noia. il deejay - che amarezza - vuole fare l'uomo di spessore facendo girare avanti e indietro il disco con le dita. peccato che la puntina sia distante dieci centimetri dal disco. ma tanto, la gente non se ne accorge. il clima è molto amichevole: i ragazzi sono così simpatici che se li guardo per più di due secondi mi fissano in modo strano. lo leggo negli occhi, ormai, il loro "cazzo vuoi, ah?". le ragazze, bellissime. bionde, brune, rosse, ci sono tutte. si muovono, sorridono, stanno bene. forse non sanno che le piogge acide minacciano il nostro mondo, gli Ikara colt si sono sciolti, Tiziano Ferro ha in programma un nuovo album, e i Franklin Delano stanno finendo il loro concerto in qualche centro sociale di Torino, senza di me. ci penso due secondi, le guardo, e mi deprimo.
3) balli.
ok, happy. ce la puoi fare. hai una birra media e tre "glappe cinesi alle lose" in circolo, un'altra birra in mano. quanto basta per sbattertene di ciò che accade attorno.
"sei un pezzo di legno, ma che ti frega? perchè non puoi ballare al ritmo di jennifer lopez, in quei 10 cm2 di spazio a disposizione, perchè no? in fondo la puzza di sudore non è così acre, e sei stai in punta di piedi la faccia non è ad altezza gomito"
"dai, omino, non scassare. un altro po' qui seduto, sto quasi bene. non ho neanche ancora le piaghe da decupito sul culo..."


amenità assortite
anyone can play guitar
coffee and cigarettes
incenso alla vaniglia
kino
the soundtrack of my life