Ship without a Rudder's like a Ship without a Rudder's like a...
il Dio Dando
FIB + Jennifer Gentle & Franklin Delano
le dispense di informatica
The Island
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hanno sbagliato strada *loading* persone, o forse *loading* volte la stessa persona?
La fregatura è che non tutti la pensano come te. persone con cui hai condiviso momenti, con cui la mattina ti divertivi a sfottere il prof di storia e filo di comunione e liberazione e la sera chiacchieravi di fronte a una guinness media e una sigaretta appena spenta. ecco, che cazzo.
tu te ne vai a vedere Bugo, un grande bambino che non fa bis. Ti ritrovi alla Casseta Popular insieme al fido compagno di concerti Lucio, ti bevi la tua rossa con l'anima in pace, fai quattro amabili chiacchiere circondato dalle solite facce note che popolano le serate indie torinesi. E poi la musica, Tommaso e Gigi dei Perturbazione, i Chomski, quel folle amante del tonno di Dejan e, dulcis infundo, Bugo, il grande bambino che non fa bis. quello che quando si rompe i coglioni gli entra nel naso una polvere. e se non gli è entrata ieri sera, sta di certo che aveva bevuto il giusto. a quanto pare lui non si è rotto i coglioni. noi ci siamo divertiti e non poco, in quello scantinato, a due metri da Bugo e da quegli ampli più piccoli del mio, a urlare "questa storia è qualcosa di...di spettacolaaaaaaaaaaare", e ridere di un personaggio capace di tenere un accordo quasi un minuto per trovare gli occhiali da sole nascosti nella borsetta per sentirsi più figo. un evento, una piccola serata che vale più di un Heineken Jammin' Festival intero.
il giorno dopo non hai l'anima in pace. colpa dei freddi e fottuti sms, colpa delle solite parole di troppo, delle discoteche. è che qui, zitti zitti, siamo arrivati all'anno dei 20. qui sta la fregatura. università, sì sì, che figata. maturità, siamo grandi, facciamo il cazzo che vogliamo. e le strade inevitalmente si dividono. chi a un concerto preferisce una serata in discoteca, chi mette da parte i suoi pochi risparmi per una fotocamera digitale e qualche simpatico cofanetto o dvd, e chi preferisce spenderli in minigonne e ingressi nei locali; chi vorrebbe organizzare delle serate tra amici a casa, davanti alla tele, bottiglia in mano e una un film australiano o giapponese dentro il lettore, scambiarsi due opinioni e farsi tre risate; chi invece preferisce tirare tardi ballando house nel centro di Torino. chi ci tiene a raccontare quanto è stato divertente il concerto di Bugo, e chi Bugo non sa chi sia e non gli interessa affatto, perchè in fondo i cubisti dello Chalet sono molto più interessanti.
La fregatura è che mi cadono i coglioni, quando mi accorgo di queste cose. cadono i coglioni quando, detto tutto ciò, viene a mancare il rispetto, l'affetto, la considerazione e la fiducia di chi pensavi ti fosse vicino. quando qualcuno ti fa sentire diverso, quando si offende perchè perchè il sabato sera uscirai e bere qualcosa in compagnia di un paio di ragazze conosciute al mare anzichè spendere 15 euro per entrare nella già menzionata discoteca, tra fighetti di periferia e cubiste mezze nude.
non sono la persona che si crea il proprio mondo e rifiuta tutto il resto. ho viaggiato, ho visto e accettato tante cose diverse. ho amici di destra, e ci scherzo su, tollerando la faccenda. ho amiche che convivono con la musica techno da parecchi anni, persone che ragionano in maniera diversa da me, che amano cose che io detesto. ma pur sempre amici, veri e sentiti. quello che non tollero è solamente essere preso per il culo.
ma in fondo, come mi è stato detto, io sono pazzo ed è meglio che vada a farmi una dormita.
quindi, buonanotte.


amenità assortite
anyone can play guitar
coffee and cigarettes
incenso alla vaniglia
kino
the soundtrack of my life