Ship without a Rudder's like a Ship without a Rudder's like a...
il Dio Dando
FIB + Jennifer Gentle & Franklin Delano
le dispense di informatica
The Island
smeagol@fastwebnet.it
pavement85@hotmail.com
hanno sbagliato strada *loading* persone, o forse *loading* volte la stessa persona?
Dante Hicks
oggi sono andato al Continente. che in realtà da qualche anno si chiama Carrefour, ma io amo continuare a chiamarlo Continente. è lo stesso motivo per cui continuo a ragionare in lire anzichè in euro. infermità mentale.
comunque, mi reco con smisurata gioia al Continente, a fare la spesa con la mutter. perchè ogni tanto bisogna essere gentili con le mamme.
ta-da-da, reparto frutta e verdura, birra e vino, pane, carne e pesce, e poi in cassa. coda. dev'essere un lavoro di merda fare la cassiera. che poi, non so se c'avete mai pensato: non esiste più il cassiere. il cassiere uomo. chissà perchè. sono solo e sempre donne. a volte giovani disoccupate, a volte vecchie ritardate. Continente pieno, mille casse, troppa gente. mi fisso a guardare un vecchietto in coda dietro di me. vecchio vecchio, eh, siamo sugli ottanta. furbo, penso, nonostante la faccia da merluzzo rincoglionito: ha già messo tutta la roba dentro le sue borse, così non deve pagare quei due spiccioli in più per comprare un sacchetto firmato "Continente", anzi no "Carrefour". sbuffa, la cassiera è della categoria "vecchia ritardata" (e figuriamoci se non me la becco io) e la coda non va avanti. allora il vecchio si sposta, si mette in fila nella cassa a fianco. che buffo, penso, hai fatto mezza coda qui e ora ti sposti? lo perdo di vista, mi rigiro dopo qualche secondo, e lui s'è già spostato all'altra cassa ancora. ma allora non sei furbo manco per un cazzo. poi succede che torna verso la nostra cassa. ma si ferma a quella prima, cassa chiusa. è lì, in mezzo, nel fiume. a sinistra cassiere e gente in coda, a destra gente in coda e cassiere. e lui, con la sua faccia da merluzzo ex-furbo attraversa il fiume. lentamente, si guarda attorno, passa la cassa vuota, con la spesa in mano, e se ne esce "tranzuso tranzuso" dalle porte scorrevoli. in quel mare di gente, l'ho visto solo io. e il vecchio è salvo.
gente strana.
poi capita che stasera, per caso, mi riguardo per la terza o quarta volta "Clerks". tutto ha un senso, si vede che oggi era la giornata dei commessi. e anche lì, nel film, ce n'è di gente strana. ma non è la gente strana e ridicola che rende bello questo film indipendente e sfigatissimo. non è la colonna sonora tra Alice in Chains e Soul Asylum, e non sono neanche tutti i dialoghi ironici e divertenti sui pompini e Guerre Stellari. è la fine che vale la pellicola, la fine di questo film in b/n e anche, lo ammetto, piuttosto lento. è quel dialogo dopo l'azzuffata nel supermercato, quando l'uomo più coglione del film vomita le frasi più sagge del film.
e tu te ne stai lì seduto a guardare e pensi: ma guarda st'idiota quanto cazzo c'ha ragione.
torni a casa, con la maglietta sporca di vomito di quelle frasi. e ci pensi, sul fatto che abbia ragione. ma tanto poi sai benissimo che la laverai, la maglietta.


amenità assortite
anyone can play guitar
coffee and cigarettes
incenso alla vaniglia
kino
the soundtrack of my life